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La formazione dell'Homo Ridens
Chi è l’Homo Ridens ?
E’ l’essere umano liberato dalle paure. E’ colui che guarda preferibilmente al bello della vita, alla qualità del suo tempo, alle emozioni positive. E’ un essere che ama il Creato poiché se ne sente parte, consapevole dei meravigliosi legami (materiali, mentali, emotivi, spirituali) che uniscono tutte le cose. E’ un mutante che lascia spazio al suo Io Bambino e contemporaneamente, in modo Adulto, è conscio della realtà dei tempi e si assume la responsabilità e la libertà di pensare.
Forse questo mutante non è ancora completo, cambiare è molto difficile e nessuno di noi, ancora, ha mutato pelle: ma ci proviamo, da quando, nel lontano 1990, nasceva l’embrione dell’Associazione ! Ridere per Vivere ! . Si chiamava “Comicità è Salute” ed era un laboratorio nato per favorire la crescita personale, nel tempo divenuto metodo di base per la formazione dei Clown Dottori e dei Volontari del Sorriso, modulabile anche in contesti professionali (corsi riconosciuti per docenti , personale sociosanitario, personale d ’azienda, master universitari).
Da allora quella ricerca non si è fermata, ma ha portato molti ed importanti frutti, anche in campo formativo. Li potrete esplorare nelle pagine del catalogo formativo.
Quando si parla di formazione troppo spesso si pensa che essa debba fornire essenzialmente strumenti tecnici, modalità operative… il “saper fare” , insomma, e si tende a dimenticare che dietro alla tecnica, qualsiasi tecnica, c’è sempre la persona, con il suo corpo, le sue emozioni, il suo portato di esperienza, le sue idee, le sue convinzioni spirituali.
Tutti questi fattori influenzano moltissimo l’apprendimento, momento assai delicato della persona, di oggettivo disequilibrio, tra quello che già sa (ed ha capitalizzato) e quello che sta apprendendo, ed ancora deve sedimentare.
Per questo che l’attenzione alla crescita personale dell’allievo è molto importante, poiché determina l’humus sul quale vanno a piantarsi i semi dei nuovi saperi.
Nel nostro modo di intendere la formazione, la persona è concepita come un essere olistico, unico ed irripetibile, portatore di esperienza anche per chi, in quella situazione, assume il ruolo di formatore.
L’incontro didattico non è, in questa ottica, un flusso di informazioni a senso unico, ma piuttosto uno scambio di esperienze diverse: verso l’allievo, evidentemente, e verso il didatta, che deve fare tesoro e rielaborare, al fine di migliorarsi, ogni possibile imput che il gruppo gli rende come feed back.
Ne deriva che ogni gruppo di lavoro è diverso dagli altri e richiede una cura ed un’attenzione speciali.
Così, per i nostri formatori, l’aula o la palestra sono lo specchio del proprio operare: in questa interazione continua c’è uno dei segreti del nostro modello formativo, nel tempo sempre più richiesto ed apprezzato.





