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Nuove scienze Medicina Olistica - L'altra informazione
La saggezza di Gaya
Effetto boomerang per Monsanto negli USA
24 Aprile 2009
5.000 ettari di terreno coltivati a soia transgenica hanno dovuto essere abbandonati
dai contadini della Georgia e altri 50.000 sono gravemente minacciati.
Il panico è dovuto ad una “erbaccia” che ha deciso di opporsi al gigante
agroalimentare Monsanto, noto come il peggior predatore della Terra.
Questa pianta mutante prolifera e sfida il RoundUp, pesticida totale a base di
glifosfato, a cui – secondo quanto pubblicizzato – non resiste nessuna erbaccia.
Quando la natura torna al comando
Fin dal 2004 un agricoltore di Macon, Georgia, città a circa 130 km da Atlanta, si
rese conto che alcune varietà di amaranto resistono al RoundUp, con cui irrigava le
sue piantagioni di soia.
I campi vittime di questa “erbaccia” infestante erano stati seminati con sementi
RoundUp Ready, geneticamente manipolate con l’inserimento di un gene resistente
al RoundUp, a cui – secondo quanto pubblicizzato – non resiste nessuna erbaccia.
Da allora la situazione si è aggravata, e il fenomeno si è esteso ad altri stati: Carolina
del Sud, del Nord, Arkansas, Tennesse e Missouri.
Secondo un gruppo di scienziati dell’organizzazione britannica Center for Ecology
and Hydrology, di Winfrith, nel Dorset, può esserci stato un transfer di geni tra la
pianta ogm e alcune erbe indesiderate come l’amaranto.
Questa constatazione contraddice le avventate ed ottimistiche affermazioni dei
sostenitori degli ogm, che insistevano nell’affermare che non fosse possibile una
ibridazione tra una pianta geneticamente modificata e una non modificata. Essi
insistevano sul fatto che ciò sarebbe semplicemente “impossibile”.
Secondo il genetista britannico Brian Johnson, specilizzato nello studio di problemi
derivanti dall’agricoltura, “è sufficiente un solo incrocio su molti milioni di
possibilità; una volta generata la nuova pianta, questa possiede un vantaggio
selettivo enorme, e si moltiplicherà rapidamente.”
Il potente erbicida utilizzato, a base di glifosfato di ammonio, ha esercitato una
pressione enorme sulle altre piante, che ha accentuato ancor di più la velocità di
adattamento. Così, a quanto pare, un gene di resistenza agli erbicidi ha dato vita a
una pianta ibrida, ottenuta da un incrocio tra il cereale che si intendeva proteggere
e l’amaranto che si è rivelato impossibile da eliminare.
Al momento l’unica soluzione possibile sembra essere quella di etirpare le erbacce a
mano, come si faceva anticamente – ma questo non è possibile se le piantagioni
superano certe dimensioni. D’altra parte queste erbe infestanti sono profondamente
radicate, difficili da estirpare – è stato così che 5.000 ettari di terreno coltivato
hanno dovuto essere semplicemente abbandonati.
Molti agricoltori stanno pensando di rinunciare agli ogm e tornare alla coltivazione
tradizionale. Perdipiù, questi semi geneticamente modificati costano di più, e la
quantità di raccolto è fondamentale in questo tipo di agricoltura.
Il 25 Giugno 2005 l’inglese The Guardian pubblicava un articolo in cui si rivelava
che geni modificati di cereali erano transitati su piante selvatiche, creando così
piante resistenti agli erbicidi – cosa inconcepibile secondo gli scienziati del
Ministero dell’Ambiente.
A partire dal 2008 la stampa specializzata statunitense ha riportato svariati casi di
resistenza e il governo USA ha operato rilevanti tagli ai finanziamenti, che hanno
obbligato il Ministero dell’Agricoltura a ridurre le proprie attività.
Alan Rowland, produttore e commerciante di sementi di Dudley, Missouri, afferma
che negli ultimi tempi nessuno gli chiede più i semi Monsanto, che pure erano
arrivati a costituire l’80% del suo volume d’affari. Oggi i semi ogm sono scomparsi
dal suo catalogo, e la richiesta di sementi tradizionali aumenta continuamente.
Pianta diabolica, pianta sacra
È interessante notare che questa pianta “diabolica” agli occhi della agricoltura
genetica era una pianta sacra per gli Incas e i popoli mesoamericani, ed è una delle
piante alimentari più antiche del mondo. Produce 12.000 semi all’anno, le sue foglie
sono più ricche di proteine della soia, contiene vitamina A, C e sali minerali.
Così questo boomerang, inviato dalla natura sulla Monsanto, non solo neutralizza
questo predatore, ma installa anche una pianta che potrebbe alimentare l’umanità
in caso di carestia. Sopporta quasi qualunque clima, tanto in regioni secche quanto
in zone di monsoni o terre tropicali; non sembra avere alcun problema con gli
insetti né con le malattie.
In francese ‘la marante’ significa ‘la graziosa’; così ora l’amaranto lancia la sfida alla
potente Monsanto, come Davide sfidò Golia – e tutti sanno come andò a finire. Una
lotta che all’inizio sembrava già segnata....
Se questi fenomeni si riprodurranno in quantità sufficiente – come sembra stia
accadendo – presto Monsanto dovrà chiudere bottega. Ma, a parte i suoi
dipendenti, davvero dispiacerà a qualcuno?
Articolo originale (in francese):
http://www.futura-sciences.com/fr/news/t/botanique-1/d/ogm-la-menace-dessuper-
mauvaises-herbes-samplifie_19036/





