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Nuove scienze Medicina Olistica - L'altra informazione

03-06-2010

La saggezza di Gaya

Ecco come la terra risponde alla Monsanto! Altair

Effetto boomerang per Monsanto negli USA

 

24 Aprile 2009

 

5.000 ettari di terreno coltivati a soia transgenica hanno dovuto essere abbandonati

dai contadini della Georgia e altri 50.000 sono gravemente minacciati.

Il panico è dovuto ad una “erbaccia” che ha deciso di opporsi al gigante

agroalimentare Monsanto, noto come il peggior predatore della Terra.

Questa pianta mutante prolifera e sfida il RoundUp, pesticida totale a base di

glifosfato, a cui – secondo quanto pubblicizzato – non resiste nessuna erbaccia.

 

http://zielonemigdaly.pl/img/amarantus1.jpg

 

 

Quando la natura torna al comando

 

Fin dal 2004 un agricoltore di Macon, Georgia, città a circa 130 km da Atlanta, si

rese conto che alcune varietà di amaranto resistono al RoundUp, con cui irrigava le

sue piantagioni di soia.

I campi vittime di questa “erbaccia” infestante erano stati seminati con sementi

RoundUp Ready, geneticamente manipolate con l’inserimento di un gene resistente

al RoundUp, a cui – secondo quanto pubblicizzato – non resiste nessuna erbaccia.

Da allora la situazione si è aggravata, e il fenomeno si è esteso ad altri stati: Carolina

del Sud, del Nord, Arkansas, Tennesse e Missouri.

Secondo un gruppo di scienziati dell’organizzazione britannica Center for Ecology

and Hydrology, di Winfrith, nel Dorset, può esserci stato un transfer di geni tra la

pianta ogm e alcune erbe indesiderate come l’amaranto.

Questa constatazione contraddice le avventate ed ottimistiche affermazioni dei

sostenitori degli ogm, che insistevano nell’affermare che non fosse possibile una

ibridazione tra una pianta geneticamente modificata e una non modificata. Essi

insistevano sul fatto che ciò sarebbe semplicemente “impossibile”.

 

http://www.agripharma.org/malerbe_html_5e8b44c9.jpg

 

Secondo il genetista britannico Brian Johnson, specilizzato nello studio di problemi

derivanti dall’agricoltura, “è sufficiente un solo incrocio su molti milioni di

possibilità; una volta generata la nuova pianta, questa possiede un vantaggio

selettivo enorme, e si moltiplicherà rapidamente.”

Il potente erbicida utilizzato, a base di glifosfato di ammonio, ha esercitato una

pressione enorme sulle altre piante, che ha accentuato ancor di più la velocità di

adattamento. Così, a quanto pare, un gene di resistenza agli erbicidi ha dato vita a

una pianta ibrida, ottenuta da un incrocio tra il cereale che si intendeva proteggere

e l’amaranto che si è rivelato impossibile da eliminare.

Al momento l’unica soluzione possibile sembra essere quella di etirpare le erbacce a

mano, come si faceva anticamente – ma questo non è possibile se le piantagioni

superano certe dimensioni. D’altra parte queste erbe infestanti sono profondamente

radicate, difficili da estirpare – è stato così che 5.000 ettari di terreno coltivato

hanno dovuto essere semplicemente abbandonati.

Molti agricoltori stanno pensando di rinunciare agli ogm e tornare alla coltivazione

tradizionale. Perdipiù, questi semi geneticamente modificati costano di più, e la

quantità di raccolto è fondamentale in questo tipo di agricoltura.

 

                                                   http://www.floralimages.co.uk/images/amaranthus_retroflexus_119a.jpg

 

Il 25 Giugno 2005 l’inglese The Guardian pubblicava un articolo in cui si rivelava

che geni modificati di cereali erano transitati su piante selvatiche, creando così

piante resistenti agli erbicidi – cosa inconcepibile secondo gli scienziati del

Ministero dell’Ambiente.

A partire dal 2008 la stampa specializzata statunitense ha riportato svariati casi di

resistenza e il governo USA ha operato rilevanti tagli ai finanziamenti, che hanno

obbligato il Ministero dell’Agricoltura a ridurre le proprie attività.

Alan Rowland, produttore e commerciante di sementi di Dudley, Missouri, afferma

che negli ultimi tempi nessuno gli chiede più i semi Monsanto, che pure erano

arrivati a costituire l’80% del suo volume d’affari. Oggi i semi ogm sono scomparsi

dal suo catalogo, e la richiesta di sementi tradizionali aumenta continuamente.

 

Pianta diabolica, pianta sacra


È interessante notare che questa pianta “diabolica” agli occhi della agricoltura

genetica era una pianta sacra per gli Incas e i popoli mesoamericani, ed è una delle

piante alimentari più antiche del mondo. Produce 12.000 semi all’anno, le sue foglie

sono più ricche di proteine della soia, contiene vitamina A, C e sali minerali.

Così questo boomerang, inviato dalla natura sulla Monsanto, non solo neutralizza

questo predatore, ma installa anche una pianta che potrebbe alimentare l’umanità

in caso di carestia. Sopporta quasi qualunque clima, tanto in regioni secche quanto

in zone di monsoni o terre tropicali; non sembra avere alcun problema con gli

insetti né con le malattie.

In francese ‘la marante’ significa ‘la graziosa’; così ora l’amaranto lancia la sfida alla

potente Monsanto, come Davide sfidò Golia – e tutti sanno come andò a finire. Una

lotta che all’inizio sembrava già segnata....

Se questi fenomeni si riprodurranno in quantità sufficiente – come sembra stia

accadendo – presto Monsanto dovrà chiudere bottega. Ma, a parte i suoi

dipendenti, davvero dispiacerà a qualcuno?

Articolo originale (in francese):

http://www.futura-sciences.com/fr/news/t/botanique-1/d/ogm-la-menace-dessuper-

mauvaises-herbes-samplifie_19036/